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		<title>Comunicato stampa &#8211; 17 aprile 2021</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2021 20:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dory]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[FACCIAMO CHIAREZZA In questi giorni, al fine di promuovere un flash mob organizzato in alcune città piemontesi, riscontriamo nuovamente la diffusione di notizie false in merito ai Centri di Aiuto alla Vita (CAV). Con il presente esponiamo alcuni chiarimenti perché non si dia spazio a una sola parte, lasciata libera di denigrare il nostro servizio senza possibilità di replica, evitando così che ancora una volta la faziosità e l’ignoranza alimentino la disinformazione. &#8211; La legge 194/78 prevede la “collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita”. La Regione Piemonte attua semplicemente una previsione di legge. &#8211; FederviPA è l’unica organizzazione che in Piemonte può rappresentare 33 CAV presenti sul territorio e parlare a nome del Movimento per la Vita Italiano che si è sempre distinto, nello stile rispettoso e nel linguaggio accogliente, da altre sigle pro-life. &#8211; In oltre 40 anni di quotidiano servizio i CAV, pur ribadendo l’oggettiva presenza e il “diritto del concepito alla vita” (C. Cost. S. 35/1997), non hanno mai criminalizzato le donne che intendono abortire, ma le hanno accolte con delicatezza e discrezione, non sminuendo le paure, ma neppure il celato desiderio di superare gli ostacoli per avere la forza di accogliere il figlio. &#8211; La legge 194 non prevede alcun diritto incondizionato all’aborto e non si limita a normare un “accesso sicuro, gratuito e garantito all’IVG”, ma “riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”, richiedendo infine che “Lo Stato, le regioni e gli enti locali” sviluppino “iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite”. &#8211; I nostri volontari non mettono in atto alcuna “propaganda ideologica” e non costringono in alcun modo chi si rivolge a loro a proseguire a tutti costi la gravidanza, ma ascoltano i problemi delle donne e se ne fanno carico con i pochi mezzi a disposizione, evitando che una mamma ricorra all’aborto anche quando il figlio lo vorrebbe, solo perché non trova il sostegno necessario. È proprio attraverso questo tipo di aiuto che viene garantita una vera libertà, fornendo alternative che consentano di non avere nell’aborto una scelta obbligata e quindi “contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza” (legge 194/78 art. 2 lettera d). &#8211; È falso sostenere che i consultori siano nati “per garantire il diritto all’interruzione della gravidanza” e che gli stessi debbano “demandare a dei privati non professionisti l’assistenza psicologica” La legge 194 all’art. 5 richiede ai consultori di aiutare la donna “a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto.” Addirittura tra i compiti affidati ai consultori dalla legge non figura neppure la certificazione per l’accesso all’IVG. Quest’ultima è infatti affidata direttamente ai medici, mentre al consultorio è riservata esclusivamente un’azione di aiuto, informazione e rimozione delle cause. &#8211; I volontari non forniscono alcuna prestazione professionale, se non attraverso la collaborazione con professionisti abilitati, quando richiesto, se ritenuto necessario. Piuttosto la vicinanza umana offerta dai volontari si distingue per l’ampia disponibilità di tempo e di forze, incomparabile con quanto possa offrire un addetto al consultorio o chiunque svolga un’attività lavorativa. &#8211; I CAV sono associazioni apartitiche e aconfessionali che non utilizzano in alcun modo motivazioni religiose nel proprio servizio, anche perché spesso accolgono donne non credenti o delle più diverse fedi religiose. Ci auguriamo che si possano abbandonare presto falsità e approcci ideologici perché, al di là di quelle che sono le convinzioni personali sull’aborto, si consenta finalmente una seria prevenzione dell’IVG e una promozione dei veri diritti delle donne, rendendo così effettive la libertà della donna e l’auspicabile preferenza alla nascita. Claudio Larocca Presidente Federvi.P.A. Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta CS Facciamo chiarezza 17-4-2021]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>FACCIAMO CHIAREZZA</p>
<p>In questi giorni, al fine di promuovere un flash mob organizzato in alcune città piemontesi,<br />
riscontriamo nuovamente la diffusione di notizie false in merito ai Centri di Aiuto alla Vita<br />
(CAV).<br />
Con il presente esponiamo alcuni chiarimenti perché non si dia spazio a una sola parte,<br />
lasciata libera di denigrare il nostro servizio senza possibilità di replica, evitando così che<br />
ancora una volta la faziosità e l’ignoranza alimentino la disinformazione.<br />
&#8211; La legge 194/78 prevede la “collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di<br />
base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile<br />
dopo la nascita”. La Regione Piemonte attua semplicemente una previsione di legge.<br />
&#8211; FederviPA è l’unica organizzazione che in Piemonte può rappresentare 33 CAV presenti<br />
sul territorio e parlare a nome del Movimento per la Vita Italiano che si è sempre distinto,<br />
nello stile rispettoso e nel linguaggio accogliente, da altre sigle pro-life.<br />
&#8211; In oltre 40 anni di quotidiano servizio i CAV, pur ribadendo l’oggettiva presenza e il “diritto<br />
del concepito alla vita” (C. Cost. S. 35/1997), non hanno mai criminalizzato le donne che<br />
intendono abortire, ma le hanno accolte con delicatezza e discrezione, non sminuendo le<br />
paure, ma neppure il celato desiderio di superare gli ostacoli per avere la forza di<br />
accogliere il figlio.<br />
&#8211; La legge 194 non prevede alcun diritto incondizionato all’aborto e non si limita a normare<br />
un “accesso sicuro, gratuito e garantito all’IVG”, ma “riconosce il valore sociale della<br />
maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”, richiedendo infine che “Lo Stato, le regioni<br />
e gli enti locali” sviluppino “iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della<br />
limitazione delle nascite”.<br />
&#8211; I nostri volontari non mettono in atto alcuna “propaganda ideologica” e non<br />
costringono in alcun modo chi si rivolge a loro a proseguire a tutti costi la gravidanza, ma<br />
ascoltano i problemi delle donne e se ne fanno carico con i pochi mezzi a disposizione,<br />
evitando che una mamma ricorra all’aborto anche quando il figlio lo vorrebbe, solo perché<br />
non trova il sostegno necessario.<br />
È proprio attraverso questo tipo di aiuto che viene garantita una vera libertà, fornendo<br />
alternative che consentano di non avere nell’aborto una scelta obbligata e quindi<br />
“contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione<br />
della gravidanza” (legge 194/78 art. 2 lettera d).<br />
&#8211; È falso sostenere che i consultori siano nati “per garantire il diritto all’interruzione della<br />
gravidanza” e che gli stessi debbano “demandare a dei privati non professionisti<br />
l’assistenza psicologica”<br />
La legge 194 all’art. 5 richiede ai consultori di aiutare la donna “a rimuovere le cause che<br />
la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi</p>
<p>diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere<br />
la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto.”<br />
Addirittura tra i compiti affidati ai consultori dalla legge non figura neppure la certificazione<br />
per l’accesso all’IVG.<br />
Quest’ultima è infatti affidata direttamente ai medici, mentre al consultorio è riservata<br />
esclusivamente un’azione di aiuto, informazione e rimozione delle cause.<br />
&#8211; I volontari non forniscono alcuna prestazione professionale, se non attraverso la<br />
collaborazione con professionisti abilitati, quando richiesto, se ritenuto necessario.<br />
Piuttosto la vicinanza umana offerta dai volontari si distingue per l’ampia disponibilità di<br />
tempo e di forze, incomparabile con quanto possa offrire un addetto al consultorio o<br />
chiunque svolga un’attività lavorativa.<br />
&#8211; I CAV sono associazioni apartitiche e aconfessionali che non utilizzano in alcun modo<br />
motivazioni religiose nel proprio servizio, anche perché spesso accolgono donne non<br />
credenti o delle più diverse fedi religiose.<br />
Ci auguriamo che si possano abbandonare presto falsità e approcci ideologici perché, al<br />
di là di quelle che sono le convinzioni personali sull’aborto, si consenta finalmente una seria<br />
prevenzione dell’IVG e una promozione dei veri diritti delle donne, rendendo così effettive<br />
la libertà della donna e l’auspicabile preferenza alla nascita.</p>
<p>Claudio Larocca<br />
Presidente Federvi.P.A.<br />
Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta</p>
<p><a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2021/04/CS-Facciamo-chiarezza-17-4-2021.pdf">CS Facciamo chiarezza 17-4-2021</a></p>
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		<title>Comunicato Stampa_Consultori 194_Piemonte 11 marzo 2021</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 14:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dory]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A seguito delle gravi affermazioni della consigliere dei M5S Sarah Disabato riteniamo necessaria la presente nota per contribuire a fare chiarezza intorno all’iniziativa della Regione Piemonte di prevedere l’attivazione di sportelli e la promozione di una collaborazione tra le Asl e le associazioni, come i nostri Centri di Aiuto alla Vita, che supportano prima e dopo il parto le donne che vivono una gravidanza difficile e che quindi valutano la scelta dell’aborto. Ci si dovrebbe sorprendere piuttosto che tutto questo debba essere ancora richiesto e non sia già normale prassi in quanto è proprio la legge 194/78 a prevedere che i consultori assistano la donna in gravidanza “contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna alla interruzione della gravidanza” (L. 194 art. 2 lettera d), attuando una prevenzione mirata &#8220;a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza&#8221; (L. 194 art. 5), il tutto anche avvalendosi “della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato”. Mettere finalmente in campo quest’opera di prevenzione potrebbe certamente ridurre il numero di IVG per cui la legge intende rimuoverne le cause, operando sia a favore della donna che spesso si sente “costretta” ad abortire per mancanza di aiuti, sia a favore del figlio già presente e visibile in una normale ecografia, ma sempre assente in un cieco e dannoso approccio ideologico. Invitiamo dunque la consigliere Disabato a conoscere meglio sia la legge che l’operato dei Centri di Aiuto alla Vita, così da rendersi conto di quanto queste misure non minino alcun diritto, né tanto meno la legge 194/78 e che le nostre associazioni non diffondono alcuna “propaganda ideologica e lesiva”, ma piuttosto aiutano concretamente molte donne a recuperare una propria dignità e la libertà di accogliere il proprio figlio, nonostante i disagi. Claudio Larocca Presidente Federvi.P.A. Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta Scarica il pdf: CS Consultori 194_Piemonte 11-3-2021]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito delle gravi affermazioni della consigliere dei M5S Sarah Disabato riteniamo necessaria la presente nota per contribuire a fare chiarezza intorno all’iniziativa della Regione Piemonte di prevedere l’attivazione di sportelli e la promozione di una collaborazione tra le Asl e le associazioni, come i nostri Centri di Aiuto alla Vita, che supportano prima e dopo il parto le donne che vivono una gravidanza difficile e che quindi valutano la scelta dell’aborto.<br />
Ci si dovrebbe sorprendere piuttosto che tutto questo debba essere ancora richiesto e non sia già normale prassi in quanto è proprio la legge 194/78 a prevedere che i consultori assistano la donna in gravidanza “contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna alla interruzione della gravidanza” (L. 194 art. 2 lettera d), attuando una prevenzione mirata &#8220;a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza&#8221; (L. 194 art. 5), il tutto anche avvalendosi “della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato”.<br />
Mettere finalmente in campo quest’opera di prevenzione potrebbe certamente ridurre il numero di IVG per cui la legge intende rimuoverne le cause, operando sia a favore della donna che spesso si sente “costretta” ad abortire per mancanza di aiuti, sia a favore del figlio già presente e visibile in una normale ecografia, ma sempre assente in un cieco e dannoso approccio ideologico.<br />
Invitiamo dunque la consigliere Disabato a conoscere meglio sia la legge che l’operato dei Centri di Aiuto alla Vita, così da rendersi conto di quanto queste misure non minino alcun diritto, né tanto meno la legge 194/78 e che le nostre associazioni non diffondono alcuna “propaganda ideologica e lesiva”, ma piuttosto aiutano concretamente molte donne a recuperare una propria dignità e la libertà di accogliere il proprio figlio, nonostante i disagi.<br />
Claudio Larocca<br />
Presidente Federvi.P.A.<br />
Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta</p>
<p>Scarica il pdf: <a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2021/03/CS-Consultori-194_Piemonte-11-3-2021.pdf">CS Consultori 194_Piemonte 11-3-2021</a></p>
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		<item>
		<title>Comunicato stampa &#8211; In Piemonte c&#8217;è posto per i nascituri disabili?</title>
		<link>https://www.federvipa.org/comunicato-stampa-in-piemonte-ce-posto-per-i-nascituri-disabili/</link>
		<comments>https://www.federvipa.org/comunicato-stampa-in-piemonte-ce-posto-per-i-nascituri-disabili/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 10:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dory]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 febbraio scorso il Consiglio Regionale del Piemonte ha dato il via libera al test del Dna fetale gratuito alle donne in gravidanza, finalizzato ad individuare il numero più alto possibile di nascituri affetti da alcune sindromi cromosomiche. Considerato che trattasi dello stesso strumento con cui in Islanda è stato raggiunto l’obiettivo “zero nascite” di bambini affetti da sindrome di Down, ci chiediamo quale sia la reale finalità di tale provvedimento. Si mira a individuare tali anomalie cromosomiche per poter avviare in anticipo un percorso di aiuto e sostegno ai genitori e preparare così un’adeguata accoglienza del figlio bisognoso di servizi specifici, o al contrario ci si pone l’obiettivo dell’aborto sistematico dei nascituri in questione? Il fatto che attualmente la diagnosi prenatale con esito positivo sia seguita automaticamente dal suggerimento pressante di interrompere la gravidanza, quindi di abortire, non ci lascia sereni. La proposta è stata presentata dal capogruppo di Luv, Marco Grimaldi e ha trovato la convergenza dell’esponente leghista Sara Zambaia. È noto che, rispetto a queste problematiche, Luv sia da sempre fermamente schierato su posizioni abortiste e ci si chiede quindi con quale prospettiva partiti così diversi, concordi praticamente su nulla, abbiano trovato una comunione d&#8217;intenti su tale misura. In particolare, ci chiediamo se l’esponente della Lega condivida tali posizioni o sia disponibile e determinata a vigilare affinché venga scongiurato il rischio che tale provvedimento finisca per innescare pericolose derive abortiste e quindi antiumane. Se da un lato il Nipt, quale test di screening non invasivo, può costituire una conquista, dall’altro le possibili finalità e il contesto nel quale viene reso gratuito, possono trasformarlo in facile anticamera di una soluzione eugenetica che spaventa. Per questo motivo chiediamo al Consiglio Regionale se sono stati previsti altrettanti investimenti di sostegno alla donna e alla coppia in caso di diagnosi di patologie fetali, fino al parto e in età pediatrica e di aggiornarci sullo stato della ricerca scientifica per queste patologie, ad esempio sul metabolismo dei neuroni per chi ha la sindrome di Down. Sebbene la misura sia stata annunciata come garanzia di un “diritto in più” per le donne, non ci si dimentichi del figlio già vivo e presente, perchè nessun diritto si può riconoscere ignorando quello alla vita, primario e fondante per ogni società che voglia dirsi civile. A tal proposito, se riconosciamo inviolabile l’art. 32 della Costituzione &#8220;La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, dovremmo impegnarci prima di tutto a tutelare l’indigente e l’avente quindi diritto a cure garantite, che in questo caso specifico è proprio il bambino non ancora nato e con diagnosi di patologia genetica; un fine di cura che questo test non raggiunge né nelle intenzioni né nei fatti. La politica ha una grave e decisiva responsabilità in questo senso: non basta semplicemente rendere disponibili delle tecniche; è necessario anche vietarne l’eventuale uso contrario al principio di giustizia, che pone sempre al centro la tutela dei soggetti più deboli e indifesi. Riteniamo quindi che la strada da intraprendere sia piuttosto quella del counseling e del supporto che non mirino all’eliminazione del nascituro, ma delle comprensibili paure e a un fattivo e concreto aiuto ai genitori e, ancor prima, che si debbano investire risorse per costruire una cultura di accoglienza della vita sempre, senza distinzioni di alcun tipo e proseguire sulle ricerche per una vera cura di queste patologie. Chiediamo dunque ai partiti che hanno presentato e votato il provvedimento di pensare a percorsi terapeutici, pediatrici e socio assistenziali validi, capillari e gratuiti per famiglie e coppie con figli, nascituri o nati, che presentano patologie. Invitiamo inoltre il Presidente Cirio e tutte le forze di maggioranza a una riflessione seria e approfondita che miri a investire risorse in servizi e aiuti concreti per evitare una preoccupante e grave deriva eugenetica in Piemonte. Attendiamo fiduciosi un positivo riscontro alle nostre richieste. Claudio Larocca Presidente Federvi.P.A. Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta CS TestDna_Piemonte 12-2-2021]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3 febbraio scorso il Consiglio Regionale del Piemonte ha dato il via libera al test del Dna fetale gratuito alle donne in gravidanza, finalizzato ad individuare il numero più alto possibile di nascituri affetti da alcune sindromi cromosomiche.</p>
<p>Considerato che trattasi dello stesso strumento con cui in Islanda è stato raggiunto l’obiettivo “zero nascite” di bambini affetti da sindrome di Down, ci chiediamo quale sia la reale finalità di tale provvedimento.<br />
Si mira a individuare tali anomalie cromosomiche per poter avviare in anticipo un percorso di aiuto e sostegno ai genitori e preparare così un’adeguata accoglienza del figlio bisognoso di servizi specifici, o al contrario ci si pone l’obiettivo dell’aborto sistematico dei nascituri in questione?<br />
Il fatto che attualmente la diagnosi prenatale con esito positivo sia seguita automaticamente dal suggerimento pressante di interrompere la gravidanza, quindi di abortire, non ci lascia sereni.</p>
<p>La proposta è stata presentata dal capogruppo di Luv, Marco Grimaldi e ha trovato la convergenza dell’esponente leghista Sara Zambaia.<br />
È noto che, rispetto a queste problematiche, Luv sia da sempre fermamente schierato su posizioni abortiste e ci si chiede quindi con quale prospettiva partiti così diversi, concordi praticamente su nulla, abbiano trovato una comunione d&#8217;intenti su tale misura.<br />
In particolare, ci chiediamo se l’esponente della Lega condivida tali posizioni o sia disponibile e determinata a vigilare affinché venga scongiurato il rischio che tale provvedimento finisca per innescare pericolose derive abortiste e quindi antiumane.</p>
<p>Se da un lato il Nipt, quale test di screening non invasivo, può costituire una conquista, dall’altro le possibili finalità e il contesto nel quale viene reso gratuito, possono trasformarlo in facile anticamera di una soluzione eugenetica che spaventa.<br />
Per questo motivo chiediamo al Consiglio Regionale se sono stati previsti altrettanti investimenti di sostegno alla donna e alla coppia in caso di diagnosi di patologie fetali, fino al parto e in età pediatrica e di aggiornarci sullo stato della ricerca scientifica per queste patologie, ad esempio sul metabolismo dei neuroni per chi ha la sindrome di Down.</p>
<p>Sebbene la misura sia stata annunciata come garanzia di un “diritto in più” per le donne, non ci si dimentichi del figlio già vivo e presente, perchè nessun diritto si può riconoscere ignorando quello alla vita, primario e fondante per ogni società che voglia dirsi civile.<br />
A tal proposito, se riconosciamo inviolabile l’art. 32 della Costituzione &#8220;La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, dovremmo impegnarci prima di tutto a tutelare l’indigente e l’avente quindi diritto a cure garantite, che in questo caso specifico è proprio il bambino non ancora nato e con diagnosi di patologia genetica; un fine di cura che questo test non raggiunge né nelle intenzioni né nei fatti.</p>
<p>La politica ha una grave e decisiva responsabilità in questo senso: non basta semplicemente rendere disponibili delle tecniche; è necessario anche vietarne l’eventuale uso contrario al principio di giustizia, che pone sempre al centro la tutela dei soggetti più deboli e indifesi.</p>
<p>Riteniamo quindi che la strada da intraprendere sia piuttosto quella del counseling e del supporto che non mirino all’eliminazione del nascituro, ma delle comprensibili paure e a un fattivo e concreto aiuto ai genitori e, ancor prima, che si debbano investire risorse per costruire una cultura di accoglienza della vita sempre, senza distinzioni di alcun tipo e proseguire sulle ricerche per una vera cura di queste patologie.</p>
<p>Chiediamo dunque ai partiti che hanno presentato e votato il provvedimento di pensare a percorsi terapeutici, pediatrici e socio assistenziali validi, capillari e gratuiti per famiglie e coppie con figli, nascituri o nati, che presentano patologie.</p>
<p>Invitiamo inoltre il Presidente Cirio e tutte le forze di maggioranza a una riflessione seria e approfondita che miri a investire risorse in servizi e aiuti concreti per evitare una preoccupante e grave deriva eugenetica in Piemonte.</p>
<p>Attendiamo fiduciosi un positivo riscontro alle nostre richieste.</p>
<p>Claudio Larocca<br />
Presidente Federvi.P.A.<br />
Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta</p>
<p><a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2021/02/CS-TestDna_Piemonte-12-2-2021.pdf">CS TestDna_Piemonte 12-2-2021</a></p>
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		<title>Concorso Europeo</title>
		<link>https://www.federvipa.org/concorso-europeo/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 21:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dory]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[ECCO IL TEMA DELLA 34esima EDIZIONE DEL CONCORSO EUROPEO – PREMIO INTERNAZIONALE A. SOLINAS: “UNA SOCIETÀ A MISURA DI MAMMA: UN SOGNO POSSIBILE?” Se vuoi saperne di più  http://www.prolife.it/concorso-europeo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ECCO IL TEMA DELLA 34esima EDIZIONE DEL CONCORSO EUROPEO – PREMIO INTERNAZIONALE A. SOLINAS: “UNA SOCIETÀ A MISURA DI MAMMA: UN SOGNO POSSIBILE?”<br />
Se vuoi saperne di più <span style="color: #00ccff;"> <em>http://www.prolife.it/concorso-europeo</em></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Relazione del Presidente su azione e operato nel 2019</title>
		<link>https://www.federvipa.org/relazione-del-presidente-su-azione-e-operato-nel-2019/</link>
		<comments>https://www.federvipa.org/relazione-del-presidente-su-azione-e-operato-nel-2019/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 20:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dory]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[RELAZIONE DEL PRESIDENTE SU AZIONE E OPERATO NEL 2019 Cari Presidenti, ci ritroviamo in un periodo insolito per un’Assemblea annuale e scrivo questa mia relazione guardando al lavoro svolto nel 2019 quando ormai siamo negli ultimi mesi del 2020, ma questo è solo un piccolo segno di quanto l’emergenza Covid-19 abbia sconvolto in poco tempo le nostre abitudini, come singoli e come associazioni. Sono contento però che, in un periodo in cui si parla di nuove chiusure, siamo riusciti a trovarci qui oggi, seppur a distanza, consapevoli che il nostro servizio alla vita prosegue ed è reso sempre più complicato, non solo dall’emergenza epidemiologica, ma anche e soprattutto da nuove e numerose minacce alla vita. Sono recenti due fatti molto gravi, la vendita della pillola dei 5 giorni dopo senza ricetta medica alle minorenni e la banalizzazione dell’aborto con RU486 per opera di nuove linee guida governative che, per fortuna, nel nostro Piemonte sembrano incontrare qualche argine importante, anche grazie alla nostra collaborazione frutto del lavoro di dialogo portato avanti con alcuni rappresentanti politici regionali. Torno ora al lavoro svolto dalla nostra federazione nel 2019 per diffondere la cultura della vita e soprattutto per intercettare le esigenze e le necessità delle nostre associazioni, tentando di dare supporto e di promuovere le iniziative locali. Canale fondamentale è stata la sempre più ricca pagina Facebook che utilizziamo per la comunicazione e la diffusione di messaggi su larga scala e come vetrina delle iniziative locali. I followers sono passati dai 690 di inizio 2019 agli attuali 955 e la pagina nel solo 2019 è stata utilizzata nello specifico per: ▪ 166 post sulle iniziative locali di cui ci arriva notizia o che intercettiamo; ▪ 90 post su tematiche a noi attinenti e all’ordine del giorno; ▪ 72 post sul Movimento per la Vita Italiano, in particolare divulgando articoli e dichiarazioni della presidenza e dei canali di stampa nazionali; ▪ 70 post su iniziative, comunicati stampa e articoli di FederviPA. È dunque evidente come su un totale di 338 post (quasi 1 al giorno) oltre il 49% sia dedicato alle iniziative delle associazioni locali. Vi chiedo quindi di non esitare a inviare le vostre iniziative o informazioni che vorreste trasmettere all’esterno, così da poterne dare massima diffusione. Accanto alla pagina Facebook abbiamo il nostro sito internet www.federvipa.org, nel quale si possono trovare informazioni e dati utili delle nostre associazioni e che viene puntualmente aggiornato anche con iniziative locali, regionali e nazionali. Altrettanto importante è la nostra comunicazione interna. Nel 2019 sono state inviate da FederviPA alle associazioni ben 42 mails, al fine di aggiornare e comunicare informazioni importanti. Il 2019 ci ha visti inoltre particolarmente impegnati nell’adeguamento degli statuti alla normativa del Terzo settore che per molti si è concluso nel 2020 e che oggi completiamo anche come federazione con l’approvazione del nuovo Statuto. In questo grande lavoro abbiamo potuto contare sull’impegno e le competenze dell’Avv. Giulia Fiore che ringrazio per la dedizione e la precisione. Devo complimentarmi inoltre con quasi la totalità dei soci perché già al termine del 2019 potevamo contare 27 adeguamenti completati su 38 e vi assicuro che, anche guardando alle altre regioni, è un dato importante che soprattutto descrive una realtà di Cav e Movimenti davvero presenti e vivi. Nel il 2019 FederviPA ha poi diramato 2 comunicati stampa. Il primo sul Convegno regionale dal titolo “Quel sì che cambia la vita, un aiuto concreto alla vita e alla maternità”, tenutosi il 25 maggio presso la parrocchia San Giuseppe Cafasso, con la partecipazione di Assuntina Morresi ed Eugenia Roccella che ci hanno regalato belle e importanti riflessioni. Particolarmente significativo è stato aver ricevuto per l’occasione i saluti e l’incoraggiamento dell’Arcivescovo Mons. Nosiglia. Il periodo della vigilia delle elezioni regionali si è rivelato favorevole per portare avanti un lavoro di proposte e dialogo con tutti gli esponenti politici locali e ha consentito di avviare la recente collaborazione con la Regione Piemonte in occasione dell’iniziativa, fortemente voluta dall’assessore Marrone, di contrasto alle linee guida ministeriali sulla RU486. Ci auguriamo che questa cooperazione possa presto tradursi in una nostra presenza più diffusa, capillare e coordinata all’interno degli ospedali, ma soprattutto che porti a un effettivo aiuto alla vita nascente e alla maternità nel nostro territorio. Un secondo comunicato stampa ha affrontato invece il caso di Giovannino, neonato rifiutato e abbandonato in ospedale a causa di una rarissima disfunzione della pelle e poi amorevolmente accolto da don Carmine Arice presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino. Un altro aspetto importante nella nostra attività sono certamente i giovani. Nel 2019 è proseguito un lavoro di confronto e formazione di un piccolo gruppo e sono grato alla Responsabile Giovani Regionale, Teresa Furlan, per aver continuato a collaborare e partecipare con apprezzati impegno e dedizione alle diverse iniziative dell’Equipe Giovani Nazionale. Questo è certamente un altro contributo fondamentale donato al Movimento per la Vita Italiano dalla nostra federazione. Numerosi sono stati inoltre gli incontri rivolti a giovani sul tema della vita e dell’affettività: • l’11 e il 18 febbraio si sono svolti gli ultimi 2 di 3 incontri del ciclo “La vita&#8230;un progetto d’amore” organizzato dal CAV Valsusino; • il 14 febbraio un incontro con ragazzi di un liceo di Sangano (TO); • il 2 marzo con un gruppo di ragazzi e le loro famiglie a Refrancore (AT); • il 13 marzo con 2 classi di un istituto professionale di Torino; • il 5 aprile nel Seminario Quarenghi primaverile a Lucca nell’incontro con molti giovani la relazione dal titolo “Lui, volontario per la vita. Una sfida per uomini veri”; • l’11 aprile e poi il 10 maggio incontro con 4 classi prime di un Istituto professionale di Torino; • il 2 agosto incontro con 80 ragazzi durante il Quarenghi estivo a Montepaone sul tema “corpo donato”; • il 7 novembre e il 22 novembre altri 2 incontri con una 5^ liceo e una 4^ superiore di Torino A quanto sinora esposto si aggiungono altre importanti iniziative alle quali abbiamo presenziato: • 9 febbraio &#8211; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>RELAZIONE DEL PRESIDENTE<br />
SU AZIONE E OPERATO NEL 2019</p>
<p>Cari Presidenti,<br />
ci ritroviamo in un periodo insolito per un’Assemblea annuale e scrivo questa mia relazione guardando<br />
al lavoro svolto nel 2019 quando ormai siamo negli ultimi mesi del 2020, ma questo è solo un piccolo<br />
segno di quanto l’emergenza Covid-19 abbia sconvolto in poco tempo le nostre abitudini, come singoli<br />
e come associazioni.<br />
Sono contento però che, in un periodo in cui si parla di nuove chiusure, siamo riusciti a trovarci qui oggi,<br />
seppur a distanza, consapevoli che il nostro servizio alla vita prosegue ed è reso sempre più complicato,<br />
non solo dall’emergenza epidemiologica, ma anche e soprattutto da nuove e numerose minacce alla vita.<br />
Sono recenti due fatti molto gravi, la vendita della pillola dei 5 giorni dopo senza ricetta medica alle<br />
minorenni e la banalizzazione dell’aborto con RU486 per opera di nuove linee guida governative che, per<br />
fortuna, nel nostro Piemonte sembrano incontrare qualche argine importante, anche grazie alla nostra<br />
collaborazione frutto del lavoro di dialogo portato avanti con alcuni rappresentanti politici regionali.<br />
Torno ora al lavoro svolto dalla nostra federazione nel 2019 per diffondere la cultura della vita e<br />
soprattutto per intercettare le esigenze e le necessità delle nostre associazioni, tentando di dare supporto<br />
e di promuovere le iniziative locali.<br />
Canale fondamentale è stata la sempre più ricca pagina Facebook che utilizziamo per la comunicazione<br />
e la diffusione di messaggi su larga scala e come vetrina delle iniziative locali.<br />
I followers sono passati dai 690 di inizio 2019 agli attuali 955 e la pagina nel solo 2019 è stata utilizzata<br />
nello specifico per:<br />
▪ 166 post sulle iniziative locali di cui ci arriva notizia o che intercettiamo;<br />
▪ 90 post su tematiche a noi attinenti e all’ordine del giorno;<br />
▪ 72 post sul Movimento per la Vita Italiano, in particolare divulgando articoli e dichiarazioni della<br />
presidenza e dei canali di stampa nazionali;<br />
▪ 70 post su iniziative, comunicati stampa e articoli di FederviPA.<br />
È dunque evidente come su un totale di 338 post (quasi 1 al giorno) oltre il 49% sia dedicato alle iniziative<br />
delle associazioni locali.<br />
Vi chiedo quindi di non esitare a inviare le vostre iniziative o informazioni che vorreste trasmettere<br />
all’esterno, così da poterne dare massima diffusione.<br />
Accanto alla pagina Facebook abbiamo il nostro sito internet www.federvipa.org, nel quale si possono<br />
trovare informazioni e dati utili delle nostre associazioni e che viene puntualmente aggiornato anche con<br />
iniziative locali, regionali e nazionali.<br />
Altrettanto importante è la nostra comunicazione interna.<br />
Nel 2019 sono state inviate da FederviPA alle associazioni ben 42 mails, al fine di aggiornare e comunicare<br />
informazioni importanti.</p>
<p>Il 2019 ci ha visti inoltre particolarmente impegnati nell’adeguamento degli statuti alla normativa del<br />
Terzo settore che per molti si è concluso nel 2020 e che oggi completiamo anche come federazione con<br />
l’approvazione del nuovo Statuto.<br />
In questo grande lavoro abbiamo potuto contare sull’impegno e le competenze dell’Avv. Giulia Fiore che<br />
ringrazio per la dedizione e la precisione.<br />
Devo complimentarmi inoltre con quasi la totalità dei soci perché già al termine del 2019 potevamo<br />
contare 27 adeguamenti completati su 38 e vi assicuro che, anche guardando alle altre regioni, è un dato<br />
importante che soprattutto descrive una realtà di Cav e Movimenti davvero presenti e vivi.<br />
Nel il 2019 FederviPA ha poi diramato 2 comunicati stampa.<br />
Il primo sul Convegno regionale dal titolo “Quel sì che cambia la vita, un aiuto concreto alla vita<br />
e alla maternità”, tenutosi il 25 maggio presso la parrocchia San Giuseppe Cafasso, con la partecipazione<br />
di Assuntina Morresi ed Eugenia Roccella che ci hanno regalato belle e importanti riflessioni.<br />
Particolarmente significativo è stato aver ricevuto per l’occasione i saluti e l’incoraggiamento<br />
dell’Arcivescovo Mons. Nosiglia.<br />
Il periodo della vigilia delle elezioni regionali si è rivelato favorevole per portare avanti un lavoro di<br />
proposte e dialogo con tutti gli esponenti politici locali e ha consentito di avviare la recente collaborazione<br />
con la Regione Piemonte in occasione dell’iniziativa, fortemente voluta dall’assessore Marrone, di<br />
contrasto alle linee guida ministeriali sulla RU486.<br />
Ci auguriamo che questa cooperazione possa presto tradursi in una nostra presenza più diffusa, capillare<br />
e coordinata all’interno degli ospedali, ma soprattutto che porti a un effettivo aiuto alla vita nascente e<br />
alla maternità nel nostro territorio.<br />
Un secondo comunicato stampa ha affrontato invece il caso di Giovannino, neonato rifiutato e<br />
abbandonato in ospedale a causa di una rarissima disfunzione della pelle e poi amorevolmente accolto da<br />
don Carmine Arice presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino.<br />
Un altro aspetto importante nella nostra attività sono certamente i giovani.<br />
Nel 2019 è proseguito un lavoro di confronto e formazione di un piccolo gruppo e sono grato alla<br />
Responsabile Giovani Regionale, Teresa Furlan, per aver continuato a collaborare e partecipare con<br />
apprezzati impegno e dedizione alle diverse iniziative dell’Equipe Giovani Nazionale.<br />
Questo è certamente un altro contributo fondamentale donato al Movimento per la Vita Italiano dalla<br />
nostra federazione.<br />
Numerosi sono stati inoltre gli incontri rivolti a giovani sul tema della vita e dell’affettività:<br />
• l’11 e il 18 febbraio si sono svolti gli ultimi 2 di 3 incontri del ciclo “La vita&#8230;un progetto d’amore”<br />
organizzato dal CAV Valsusino;<br />
• il 14 febbraio un incontro con ragazzi di un liceo di Sangano (TO);<br />
• il 2 marzo con un gruppo di ragazzi e le loro famiglie a Refrancore (AT);<br />
• il 13 marzo con 2 classi di un istituto professionale di Torino;<br />
• il 5 aprile nel Seminario Quarenghi primaverile a Lucca nell’incontro con molti giovani la<br />
relazione dal titolo “Lui, volontario per la vita. Una sfida per uomini veri”;<br />
• l’11 aprile e poi il 10 maggio incontro con 4 classi prime di un Istituto professionale di Torino;</p>
<p>• il 2 agosto incontro con 80 ragazzi durante il Quarenghi estivo a Montepaone sul tema “corpo<br />
donato”;<br />
• il 7 novembre e il 22 novembre altri 2 incontri con una 5^ liceo e una 4^ superiore di Torino<br />
A quanto sinora esposto si aggiungono altre importanti iniziative alle quali abbiamo presenziato:<br />
• 9 febbraio &#8211; Incontro ad Aosta su “Il mistero della Vita. A 40 anni dalla 194”<br />
• 10 aprile &#8211; Visita al Cav di Vercelli<br />
• 23 aprile &#8211; Visita al Cav di Collegno-Grugliasco<br />
• 9 maggio &#8211; incontro con il Cav-Mpv di Ovada<br />
• 16 maggio &#8211; siamo stati ricevuti dall’Assessore regionale alle Politiche sociali, della famiglia e della<br />
casa Augusto Ferrari, il quale si è reso disponibile all’incontro anche in nome del candidato Sergio<br />
Chiamparino, a cui avevamo inviato il nostro documento di proposte ai candidati alle elezioni<br />
regionali.<br />
• 18 maggio –partecipazione al convegno del Movimento per la Vita e Cav della provincia di<br />
Trapani con la relazione dal titolo “L’eclissi del padre e la riscoperta della paternità”;<br />
• 31 maggio &#8211; intervento a Radio Mater sul tema &#8220;Eclissi della paternità&#8221; con Antonello Vanni<br />
durante la trasmissione &#8220;Accogliamo la vita&#8221;;<br />
• 13 giugno &#8211; presenza con un banchetto durante l’incontro di Costanza Miriano alla Parrocchia<br />
Sacro Cuore di Gesù a Torino;<br />
• 2 agosto – durante il Quarenghi estivo a Montepaone incontro con aspiranti volontari su &#8220;Cav e<br />
il padre&#8221;;<br />
• 28 agosto – nel Corso di alta formazione per volontari a Folgaria, partecipazione con una<br />
relazione dal titolo “L’uomo al Cav &#8211; dalla riflessione alla proposta”;<br />
• 12 ottobre – durante il seminario di Federvita Sicilia &#8220;Donna, vita e amore&#8221; relazione su &#8220;Paternità<br />
responsabile&#8221;;<br />
• 14-17 Novembre 2019 – diverse nostre associazioni hanno partecipato al Convegno nazionale di<br />
Montesilvano;<br />
• 26 novembre &#8211; incontro con coppie che si preparano al matrimonio presso Parrocchia Santi<br />
Angeli Custodi di Torino;<br />
• 8 dicembre &#8211; partecipazione all’“Itinerario formativo Apimb” con la relazione “La preziosità ed<br />
il valore della vita umana”.<br />
Mi perdonerete per il noioso elenco ma ho voluto dare un’immagine sintetica e immediata di tutta l’attività<br />
portata avanti e che mi auguro la situazione ci consentirà di proseguire allo stesso modo.<br />
In particolare speriamo di poter ripetere presto l’esperienza del Convegno regionale e che si riescano a<br />
organizzare a livello locale momenti di formazione, soprattutto ora che possiamo vantare una preziosa<br />
collaborazione a seguito del protocollo firmato dal Movimento per la Vita Italiano con la Confederazione<br />
Italiana dei Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità, nel Convegno nazionale del 2019.<br />
Senza un’adeguata formazione si rischia di inaridire il servizio e di ridurlo a un vuoto assistenzialismo,<br />
indirizzato solo alla povertà materiale, ma che dimentica la difesa della vita nascente per cui esistiamo e<br />
una piena promozione umana che in quanto tale non può ignorare la preziosità del corpo e della sessualità<br />
umana.</p>
<p>Chiudo ringraziando innanzitutto i presidenti e i volontari di tutti i Cav e i Movimenti che compongono<br />
la federazione, perché siete l’anima e il motore di ogni attività.<br />
Impegnandoci tutti, a partire dal sottoscritto, a lavorare nella stessa direzione per un fine comune e senza<br />
nocivi personalismi, porteremo certamente molto frutto.<br />
Il mio grazie va infine a tutti gli attuali colleghi consiglieri Valter Boero, Nadia Cotto, il Segretario<br />
Piergiorgio Dellagiulia, la Vicepresidente Stefania Gumina, il Tesoriere Flaviano Tagliaferri e Alberto<br />
Tibaudi.<br />
Permettetemi inoltre di ringraziare l’ex Vicepresidente Patrizia Varetto che per motivi familiari ha<br />
preferito lasciare, ma che è stata per me un grande aiuto e una “spalla” importante.<br />
Auguro a tutti voi buon lavoro per la Vita!</p>
<p>Torino, 24 Ottobre 2020 Il Presidente<br />
Claudio Larocca</p>
<p><em> Per scaricare la relazione clicca qui:</em> <span style="color: #000000;"><a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2020/10/RELAZIONE-ATTIVITA-2019_Assemblea-Soci-2020.pdf">RELAZIONE ATTIVITA&#8217; 2019_Assemblea Soci 2020</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.federvipa.org/relazione-del-presidente-su-azione-e-operato-nel-2019/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>10° Concorso per la Scuola dell&#8217;Infanzia e Primaria 2020/21</title>
		<link>https://www.federvipa.org/10-concorso-per-la-scuola-dellinfanzia-e-primaria-202021/</link>
		<comments>https://www.federvipa.org/10-concorso-per-la-scuola-dellinfanzia-e-primaria-202021/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 17:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dory]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[MAMMA… ti voglio bene! La vita è cominciata, aspettami… l’attesa sarà premiata! scheda di partecipazione &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><em>MAMMA… ti voglio bene!</em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em>La vita è cominciata, aspettami… l’attesa sarà premiata!</em></span></p>
<p><a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2020/10/scheda-di-partecipazione.pdf">scheda di partecipazione</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lettera al Direttore</title>
		<link>https://www.federvipa.org/lettera-al-direttore-3/</link>
		<comments>https://www.federvipa.org/lettera-al-direttore-3/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 08:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dory]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.federvipa.org/?p=4378</guid>
		<description><![CDATA[Leggiamo su &#8220;LA VOCE E IL TEMPO&#8221;  (se vuoi clicca qui il Pdf Lettera al Direttore) CENTRI DI AIUTO ALLA VITA, PREVENIRE L’ABORTO: “LA REGIONE SI ATTIVI” Spett.le Direttore, le scrivo in merito alla delibera proposta dall’assessore regionale agli affari legali Marrone ai partiti di maggioranza, dopo un approfondimento con l’Avvocatura della Regione, riguardo l’adozione di linee guida regionali rispettose della legge 194 e differenti dalle linee di indirizzo predisposte dal Ministero della Salute. Queste ultime consentono l’aborto con RU486 fino a 9 settimane compiute di età gestazionale, non considerando che la necessità di ricorrere a un successivo intervento chirurgico si raddoppi rispetto al precedente limite di 7 settimane. Inoltre il Ministero, contrariamente a quanto stabilito dalla legge 194, ha previsto che la somministrazione avvenga anche al di fuori degli ospedali, presso strutture ambulatoriali, consultori, oppure in day hospital, lasciando di fatto sola la donna nell’affrontare questo doloroso momento, senza adeguato supporto medico e quindi con tutti i rischi che ne derivano. &#160; La proposta dell’Assessore mira di fatto alla non applicazione di queste linee in quanto palesemente in contrasto con la normativa nazionale e propone tra le altre cose l’attivazione di convenzioni per progetti di collaborazione con associazioni del volontariato, in attuazione dell’art. 2 della legge 194. Non si capisce perché proprio coloro che dicono di voler difendere la legge e che mentendo accusano Marrone di voler bloccare l’aborto in Piemonte, siano contrari a misure previste dalla stessa legge, ma di fatto mai applicate su tutto il territorio nazionale. Sorge il sospetto che le reali intenzioni siano quelle di promuovere un aborto economicamente meno costoso sulla pelle delle donne che illuse di avere accesso a una modalità più facile e indolore, si troveranno invece ad affrontare maggiori sofferenze e lo stesso trauma da sole. Inoltre con la RU486 si è già ridotta la fase iniziale nella quale si dovrebbero approfondire le cause e le motivazioni di una scelta così drastica e offrire soluzioni alternative all’interruzione di gravidanza. Dedicando il giusto spazio a questi dialoghi si scoprirebbe spesso che l’aborto non è frutto di una scelta libera ma l’unica soluzione alla quale la donna si sente costretta. I Centri di Aiuto alla Vita sono da sempre attivi proprio per offrire accoglienza, aiuto e alternative perché la donna venga resa libera di non abortire in quelle situazioni che, affrontate senza aiuti esterni, sembrano non lasciare scampo alla maternità e al figlio, sacrificati spesso nel silenzio e nell’indifferenza generali. Mi chiedo a chi dia fastidio che una donna venga aiutata ed abbia la possibilità di valutare delle alternative. Perché si vuole che rinunci al proprio figlio solo perché non ha i mezzi economici per crescerlo e non si fa in modo di aiutarla? A chi crea problemi che una donna si senta libera di essere madre e a un figlio di nascere? &#160; Possiamo dire senza alcuna implicazione partitica che l’Assessore Marrone ha tutta la nostra gratitudine e il nostro supporto e siamo assolutamente fiduciosi che anche il Governatore Cirio desideri promuovere forme di sostegno alla maternità e alla vita, come ha promesso in campagna elettorale ai Centri di Aiuto alla Vita che conosce e apprezza per il loro servizio. A noi non interessano le battaglie ideologiche, bensì il bene della donna e del nascituro, quindi saremo sempre alleati di chiunque voglia mettere in campo misure virtuose perché ciò si realizzi. Dobbiamo essere consapevoli che in ogni singola gravidanza a rischio non c’è in gioco solo la scelta della donna ma prima di tutto il suo bene e di fatto quello dell’intera umanità. Per questo motivo nessuno può essere indifferente. Abbiamo letto a tal proposito le parole dell&#8217;Assessore alla Sanità Icardi in una recente intervista, nella quale sembra aver dichiarato tra le altre cose di non avere “alcuna posizione” su questo argomento. Comprendiamo il disagio di chi affronta un tema a lui sconosciuto, di chi non ha mai avuto il privilegio di aiutare concretamente queste donne e sappiamo che politicamente sia un discorso spinoso e impopolare, ma se come lui stesso ha detto, la Regione si preoccupa solo dell&#8217;applicazione della legge, certamente non potrà ignorare che la norma è totalmente disapplicata nelle parti che prevedono aiuto e supporto per la rimozione delle cause che portano una donna all&#8217;aborto, che le linee di indirizzo governative allontanano ulteriormente la realtà dalla norma e che la proposta del collega di maggioranza mira proprio all’attuazione di misure che cancellino questo gap. Con la complicità di molti giornali si diffonde invece la stortura che l’Assessore Marrone voglia bloccare l&#8217;aborto in Piemonte o cancellare la 194. Anche le parole del sindaco torinese sono la prova che neppure la sensibilità femminile può compensare ignoranza e superficialità sul tema, impedendo un utile superamento di slogan fuorvianti che consentirebbe invece di affrontare il tema all&#8217;ordine del giorno: le linee guida governative palesemente in contrasto con la legge. &#160; È curioso a questo punto che chi come noi è contrario a qualunque forma di attentato alla vita e quindi a qualunque norma che, come la 194, li consenta, si trovi a sostenere un&#8217;iniziativa che mira a non peggiorarne gli effetti con un’applicazione errata e parziale, mentre chi sostiene di voler difendere la 194, si oppone a una risoluzione che ne chiede la piena e corretta applicazione. &#160; Sottolineo che proprio nel rispetto della normativa nazionale, obiettivo giustamente espresso dall’Assessore Icardi, è nei pieni poteri di una Regione la non applicazione di linee di indirizzo governative che, oltre a non essere previste dalla legge 194, non sono per nulla vincolanti. Non solo. Le regioni possono approvare linee di indirizzo diverse in piena autonomia nell’ambito delle competenze previste dall’Art. 117 della Costituzione e al fine di applicare misure di prevenzione e di monitoraggio previste ancora una volta dalla legge 194. Mi pare dunque evidente che accusare l’iniziativa dell’Assessore Marrone di voler cancellare la legge 194 sia solo un gioco sporco messo in atto da chi probabilmente ha altri interessi. Il rischio però è che persone di buona volontà, se non hanno altre fonti o [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggiamo su &#8220;LA VOCE E IL TEMPO&#8221;  (se vuoi clicca qui il Pdf <a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2020/10/Lettera-al-Direttore.pdf">Lettera al Direttore)</a><br />
<a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2020/10/Lettera-al-Direttore.pdf" target="_blank"><br />
</a>CENTRI DI AIUTO ALLA VITA, PREVENIRE L’ABORTO: “LA REGIONE SI ATTIVI”</p>
<p>Spett.le Direttore,</p>
<p>le scrivo in merito alla delibera proposta dall’assessore regionale agli affari legali Marrone ai partiti di maggioranza, dopo un approfondimento con l’Avvocatura della Regione, riguardo l’adozione di linee guida regionali rispettose della legge 194 e differenti dalle linee di indirizzo predisposte dal Ministero della Salute.</p>
<p>Queste ultime consentono l’aborto con RU486 fino a 9 settimane compiute di età gestazionale, non considerando che la necessità di ricorrere a un successivo intervento chirurgico si raddoppi rispetto al precedente limite di 7 settimane. Inoltre il Ministero, contrariamente a quanto stabilito dalla legge 194, ha previsto che la somministrazione avvenga anche al di fuori degli ospedali, presso strutture ambulatoriali, consultori, oppure in day hospital, lasciando di fatto sola la donna nell’affrontare questo doloroso momento, senza adeguato supporto medico e quindi con tutti i rischi che ne derivano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La proposta dell’Assessore mira di fatto alla non applicazione di queste linee in quanto palesemente in contrasto con la normativa nazionale e propone tra le altre cose l’attivazione di convenzioni per progetti di collaborazione con associazioni del volontariato, in attuazione dell’art. 2 della legge 194.</p>
<p>Non si capisce perché proprio coloro che dicono di voler difendere la legge e che mentendo accusano Marrone di voler bloccare l’aborto in Piemonte, siano contrari a misure previste dalla stessa legge, ma di fatto mai applicate su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Sorge il sospetto che le reali intenzioni siano quelle di promuovere un aborto economicamente meno costoso sulla pelle delle donne che illuse di avere accesso a una modalità più facile e indolore, si troveranno invece ad affrontare maggiori sofferenze e lo stesso trauma da sole.</p>
<p>Inoltre con la RU486 si è già ridotta la fase iniziale nella quale si dovrebbero approfondire le cause e le motivazioni di una scelta così drastica e offrire soluzioni alternative all’interruzione di gravidanza.</p>
<p>Dedicando il giusto spazio a questi dialoghi si scoprirebbe spesso che l’aborto non è frutto di una scelta libera ma l’unica soluzione alla quale la donna si sente costretta.</p>
<p>I Centri di Aiuto alla Vita sono da sempre attivi proprio per offrire accoglienza, aiuto e alternative perché la donna venga resa libera di non abortire in quelle situazioni che, affrontate senza aiuti esterni, sembrano non lasciare scampo alla maternità e al figlio, sacrificati spesso nel silenzio e nell’indifferenza generali.</p>
<p>Mi chiedo a chi dia fastidio che una donna venga aiutata ed abbia la possibilità di valutare delle alternative. Perché si vuole che rinunci al proprio figlio solo perché non ha i mezzi economici per crescerlo e non si fa in modo di aiutarla? A chi crea problemi che una donna si senta libera di essere madre e a un figlio di nascere?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Possiamo dire senza alcuna implicazione partitica che l’Assessore Marrone ha tutta la nostra gratitudine e il nostro supporto e siamo assolutamente fiduciosi che anche il Governatore Cirio desideri promuovere forme di sostegno alla maternità e alla vita, come ha promesso in campagna elettorale ai Centri di Aiuto alla Vita che conosce e apprezza per il loro servizio.</p>
<p>A noi non interessano le battaglie ideologiche, bensì il bene della donna e del nascituro, quindi saremo sempre alleati di chiunque voglia mettere in campo misure virtuose perché ciò si realizzi.</p>
<p>Dobbiamo essere consapevoli che in ogni singola gravidanza a rischio non c’è in gioco solo la scelta della donna ma prima di tutto il suo bene e di fatto quello dell’intera umanità.</p>
<p>Per questo motivo nessuno può essere indifferente.</p>
<p>Abbiamo letto a tal proposito le parole dell&#8217;Assessore alla Sanità Icardi in una recente intervista, nella quale sembra aver dichiarato tra le altre cose di non avere “alcuna posizione” su questo argomento.</p>
<p>Comprendiamo il disagio di chi affronta un tema a lui sconosciuto, di chi non ha mai avuto il privilegio di aiutare concretamente queste donne e sappiamo che politicamente sia un discorso spinoso e impopolare, ma se come lui stesso ha detto, la Regione si preoccupa solo dell&#8217;applicazione della legge, certamente non potrà ignorare che la norma è totalmente disapplicata nelle parti che prevedono aiuto e supporto per la rimozione delle cause che portano una donna all&#8217;aborto, che le linee di indirizzo governative allontanano ulteriormente la realtà dalla norma e che la proposta del collega di maggioranza mira proprio all’attuazione di misure che cancellino questo gap.</p>
<p>Con la complicità di molti giornali si diffonde invece la stortura che l’Assessore Marrone voglia bloccare l&#8217;aborto in Piemonte o cancellare la 194.</p>
<p>Anche le parole del sindaco torinese sono la prova che neppure la sensibilità femminile può compensare ignoranza e superficialità sul tema, impedendo un utile superamento di slogan fuorvianti che consentirebbe invece di affrontare il tema all&#8217;ordine del giorno: le linee guida governative palesemente in contrasto con la legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È curioso a questo punto che chi come noi è contrario a qualunque forma di attentato alla vita e quindi a qualunque norma che, come la 194, li consenta, si trovi a sostenere un&#8217;iniziativa che mira a non peggiorarne gli effetti con un’applicazione errata e parziale, mentre chi sostiene di voler difendere la 194, si oppone a una risoluzione che ne chiede la piena e corretta applicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sottolineo che proprio nel rispetto della normativa nazionale, obiettivo giustamente espresso dall’Assessore Icardi, è nei pieni poteri di una Regione la non applicazione di linee di indirizzo governative che, oltre a non essere previste dalla legge 194, non sono per nulla vincolanti.</p>
<p>Non solo. Le regioni possono approvare linee di indirizzo diverse in piena autonomia nell’ambito delle competenze previste dall’Art. 117 della Costituzione e al fine di applicare misure di prevenzione e di monitoraggio previste ancora una volta dalla legge 194.</p>
<p>Mi pare dunque evidente che accusare l’iniziativa dell’Assessore Marrone di voler cancellare la legge 194 sia solo un gioco sporco messo in atto da chi probabilmente ha altri interessi.</p>
<p>Il rischio però è che persone di buona volontà, se non hanno altre fonti o conoscenze di diritto, si facciano ingannare dalle bugie e magari, se politici, si facciano convincere a ignorare questioni fondamentali e di interesse pubblico da non ridurre a scelte etiche personali.</p>
<p>Per questa ragione invito l’Assessore Icardi a interessarsi alla questione perché, se da un lato è apprezzabile la sua attenzione a “non urtare sensibilità”, qui non si tratta solo di confronto tra valori e idee, ma di donne in carne ed ossa che noi accogliamo confuse e spaventate, che si sentono costrette e senza scelta, sole o addirittura forzate ad abortire e si parla dei rischi che le stesse corrono e di quel figlio che oggettivamente è presente, vivo e visibile in un’ecografia.</p>
<p>Per questo mi permetto di chiedere all’Assessore Icardi di superare la fase del “io non entro in questa discussione, mi avvalgo della facoltà di non rispondere, non sono preparato”, per passare a una doverosa riflessione e a un necessario approfondimento, come uomo, come politico e come assessore., chiamato a promuovere il bene comune.</p>
<p>A tal fine lo invito anche a conoscere da vicino la realtà dei Centri di Aiuto alla Vita in Piemonte, sempre disponibili a offrire il loro prezioso e costante servizio di gratuito volontariato, là dove le strutture pubbliche inevitabilmente o per scelta non possono o non vogliono arrivare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Claudio Larocca</p>
<p>Presidente FederviPA (Federazione dei Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita di Piemonte e Valle d’Aosta)</p>
<p><a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2020/10/Lettera-al-Direttore.pdf" target="_blank"> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RU486: IL PIEMONTE SIA UN ESEMPIO VIRTUOSO</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 08:25:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA     2 ottobre 2020 RU486: IL PIEMONTE SIA UN ESEMPIO VIRTUOSO Con un comunicato stampa, datato 2 ottobre, la Regione Piemonte ha annunciato una circolare indirizzata alle Asl che, solo in parte, andrà a correggere le gravi indicazioni fornite dalle linee guida ministeriali sull’aborto praticato con RU486. Queste ultime, ignorando la legge 194 e i rischi maggiori per le donne, avevano consentito di ricorrere all’aborto “farmacologico” sino alla nona settimana di gestazione (anziché fino alla settima), anche senza ricovero e al di fuori delle strutture ospedaliere, addirittura nei consultori o in totale solitudine a casa. Il Piemonte ristabilisce il divieto di assumere mifepristone nei consultori e rimanda l’eventuale ricovero a una valutazione medica. Non si cancellano però totalmente né il pericolo di un aborto a domicilio né, con l’innalzamento alle 9 settimane, il rischio statisticamente raddoppiato di ricorso successivo a raschiamento. Viene invece prevista, in linea con la stessa legge 194, la presenza all’interno degli ospedali di sportelli informativi gestiti dai nostri Centri di Aiuto alla Vita che potranno così offrire un supporto diretto e alternative concrete all’aborto. Non possiamo dirci pienamente soddisfatti perché, finché anche una sola donna non sarà libera di NON abortire e non sarà riconosciuto il diritto alla vita a ogni essere umano sin dal concepimento, continuerà a realizzarsi sotto gli occhi di tutti un crimine contro l’umanità. Siamo però certamente molto sollevati dal fatto che l’assessore Marrone abbia accolto alcune delle nostre proposte condivise in un cordiale incontro e che si sia posto così un fondamentale argine al grave indirizzo dato dal Governo. Speriamo che l’aver escluso la pratica diretta dell’aborto nei consultori sia solo il primo passo perché queste strutture non rimangano meri distributori di certificati, ma inizino finalmente a svolgere il servizio di aiuto e rimozione delle cause assegnatogli dalla stessa 194 e che il Piemonte, con queste scelte coraggiose, diventi esempio virtuoso, seguito da molte altre regioni. Ci auguriamo sia solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione per il bene delle donne e dei nascituri e chiediamo che la questione non si estingua per sterili risse politiche e ideologiche, perché si commetterebbe l’imperdonabile errore di ignorare coloro che hanno bisogno di attenzione e aiuto: la mamma e il figlio concepito appunto. Claudio Larocca Presidente Federvi.P.A. Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA     2 ottobre 2020<br />
<strong>RU486: IL PIEMONTE SIA UN ESEMPIO VIRTUOSO</strong><br />
Con un comunicato stampa, datato 2 ottobre, la Regione Piemonte ha annunciato una circolare indirizzata alle Asl che, solo in parte, andrà a correggere le gravi indicazioni fornite dalle linee guida ministeriali sull’aborto praticato con RU486.<br />
Queste ultime, ignorando la legge 194 e i rischi maggiori per le donne, avevano consentito di ricorrere all’aborto “farmacologico” sino alla nona settimana di gestazione (anziché fino alla settima), anche senza ricovero e al di fuori delle strutture ospedaliere, addirittura nei consultori o in totale solitudine a casa.<br />
Il Piemonte ristabilisce il divieto di assumere mifepristone nei consultori e rimanda l’eventuale ricovero a una valutazione medica.<br />
Non si cancellano però totalmente né il pericolo di un aborto a domicilio né, con l’innalzamento alle 9 settimane, il rischio statisticamente raddoppiato di ricorso successivo a raschiamento.<br />
Viene invece prevista, in linea con la stessa legge 194, la presenza all’interno degli ospedali di sportelli informativi gestiti dai nostri Centri di Aiuto alla Vita che potranno così offrire un supporto diretto e alternative concrete all’aborto.<br />
Non possiamo dirci pienamente soddisfatti perché, finché anche una sola donna non sarà libera di NON abortire e non sarà riconosciuto il diritto alla vita a ogni essere umano sin dal concepimento, continuerà a realizzarsi sotto gli occhi di tutti un crimine contro l’umanità.<br />
Siamo però certamente molto sollevati dal fatto che l’assessore Marrone abbia accolto alcune delle nostre proposte condivise in un cordiale incontro e che si sia posto così un fondamentale argine al grave indirizzo dato dal Governo.<br />
Speriamo che l’aver escluso la pratica diretta dell’aborto nei consultori sia solo il primo passo perché queste strutture non rimangano meri distributori di certificati, ma inizino finalmente a svolgere il servizio di aiuto e rimozione delle cause assegnatogli dalla stessa 194 e che il Piemonte, con queste scelte coraggiose, diventi esempio virtuoso, seguito da molte altre regioni.<br />
Ci auguriamo sia solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione per il bene delle donne e dei nascituri e chiediamo che la questione non si estingua per sterili risse politiche e ideologiche, perché si commetterebbe l’imperdonabile errore di ignorare coloro che hanno bisogno di attenzione e aiuto: la mamma e il figlio concepito appunto.<br />
Claudio Larocca<br />
Presidente Federvi.P.A.<br />
Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta</p>
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		<title>Giovannino ha diritto di essere amato</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 15:23:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un Comunicato Stampa a cura del Presidente Claudio Larocca GIOVANNINO HA DIRITTO DI ESSERE AMATO FederviPA esprime vicinanza al piccolo Giovannino, rifiutato e abbandonato alla nascita a causa di una rarissima disfunzione della pelle. Manifestiamo gratitudine al Dott. Daniele Farina (Direttore della Neonatologia dell&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna di Torino) per le amorevoli e competenti cure garantite dal suo staff e a don Carmine Arice (padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino) per la preziosa ospitalità offerta. Non vogliamo certo allinearci allo sfogo social rivolto a chi ha scelto di abbandonarlo alla nascita perché malato, ma non possiamo esimerci dal sottolineare il nesso esistente tra questa drammatica scelta e le tecniche di fecondazione artificiale con cui Giovannino è stato concepito. Queste pratiche prevedono diversi passaggi di selezione, pre e post impianto, finalizzate a “scartare” ogni embrione e ogni feto che risulti non perfetto. Giovannino quindi, per fortuna, per caso, o per motivi che non conosciamo, è arrivato al quarto mese di vita sopravvivendo più volte al rischio di scarto che non ne avrebbe determinato “soltanto” l’abbandono, ma la definitiva soppressione. Perché sorprende che si arrivi ad abbandonare un “figlio imperfetto” se si accetta che lo stesso venga scartato in fasi precedenti della sua esistenza? Forse Giovannino in fase embrionale non era già lui, unico, irripetibile e vivo? Forse l’aborto, che avrebbe potuto subire fino al sesto mese di gravidanza, non avrebbe interrotto il battito di quel cuoricino che ora scandisce il ritmo vitale di ogni sua giornata, mentre sorride agli infermieri e ai medici che si prendono cura di lui? E allora ritroviamo il coraggio di chiederci: perché nessuno osa più scandalizzarsi per i troppi “Giovannino” sacrificati in nome di una disumana e utopica ricerca di perfezione, quando sono ancora embrioni, ma già pienamente esseri umani vivi? Perché continuiamo ad accettare che vite umane vengano interrotte nel grembo materno o in una provetta perché malate? In tutto questo ci dona speranza e fiducia nell’umanità vedere che c’è ancora chi si prodiga per accogliere e assistere l’”imperfetto” che per alcuni è solo “materiale di scarto”. Consola constatare che l’umanità conserva la capacità di riconoscere piena dignità e valore anche nel malato, anche in Giovannino, che non vale meno dei nostri figli, ma che come tutti, seppur con esigenze particolari, ha diritto di vivere, di essere riconosciuto e amato. Il Presidente Claudio Larocca Federvi.P.A. &#8211; Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta  Se vuoi puoi scaricarlo da qui: CS Giovannino 7-11-2019]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>Comunicato Stampa</strong> a cura del Presidente Claudio Larocca</p>
<p><strong>GIOVANNINO HA DIRITTO DI ESSERE AMATO</strong></p>
<p>FederviPA esprime vicinanza al piccolo Giovannino, rifiutato e abbandonato alla nascita a causa di una rarissima disfunzione della pelle.<br />
Manifestiamo gratitudine al Dott. Daniele Farina (Direttore della Neonatologia dell&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna di Torino) per le amorevoli e competenti cure garantite dal suo staff e a don Carmine Arice (padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino) per la preziosa ospitalità offerta.<br />
Non vogliamo certo allinearci allo sfogo social rivolto a chi ha scelto di abbandonarlo alla nascita perché malato, ma non possiamo esimerci dal sottolineare il nesso esistente tra questa drammatica scelta e le tecniche di fecondazione artificiale con cui Giovannino è stato concepito.<br />
Queste pratiche prevedono diversi passaggi di selezione, pre e post impianto, finalizzate a “scartare” ogni embrione e ogni feto che risulti non perfetto.<br />
Giovannino quindi, per fortuna, per caso, o per motivi che non conosciamo, è arrivato al quarto mese di vita sopravvivendo più volte al rischio di scarto che non ne avrebbe determinato “soltanto” l’abbandono, ma la definitiva soppressione.<br />
Perché sorprende che si arrivi ad abbandonare un “figlio imperfetto” se si accetta che lo stesso venga scartato in fasi precedenti della sua esistenza?<br />
Forse Giovannino in fase embrionale non era già lui, unico, irripetibile e vivo?<br />
Forse l’aborto, che avrebbe potuto subire fino al sesto mese di gravidanza, non avrebbe interrotto il battito di quel cuoricino che ora scandisce il ritmo vitale di ogni sua giornata, mentre sorride agli infermieri e ai medici che si prendono cura di lui?<br />
E allora ritroviamo il coraggio di chiederci: perché nessuno osa più scandalizzarsi per i troppi “Giovannino” sacrificati in nome di una disumana e utopica ricerca di perfezione, quando sono ancora embrioni, ma già pienamente esseri umani vivi?<br />
Perché continuiamo ad accettare che vite umane vengano interrotte nel grembo materno o in una provetta perché malate?<br />
In tutto questo ci dona speranza e fiducia nell’umanità vedere che c’è ancora chi si prodiga per accogliere e assistere l’”imperfetto” che per alcuni è solo “materiale di scarto”.<br />
Consola constatare che l’umanità conserva la capacità di riconoscere piena dignità e valore anche nel malato, anche in Giovannino, che non vale meno dei nostri figli, ma che come tutti, seppur con esigenze particolari, ha diritto di vivere, di essere riconosciuto e amato.<br />
Il Presidente<br />
Claudio Larocca<br />
Federvi.P.A. &#8211; Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita– Piemonte e Valle d’Aosta</p>
<p><a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2019/11/CS-Giovannino-7-11-2019.pdf"><strong> Se vuoi puoi scaricarlo da qui: </strong>CS Giovannino 7-11-2019</a></p>
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		<title>Promemoria per un buon agire</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2019 13:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dory]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Promemoria per un buon agire Si è svolto nella mattinata di sabato 25 maggio 2019, presso i locali della parrocchia torinese San Giuseppe Cafasso, il convegno regionale di FEDERVI.PA. dal titolo “Quel sì che cambia la vita, un aiuto concreto alla vita e alla maternità”. Il convegno è stato prima di tutto l’occasione per un bilancio delle attività svolte dalla federazione nell’ultimo anno ben illustrate dal presidente Larocca che ha poi moderato l’incontro con due relatrici d’eccezione: Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica ed Eugenia Roccella, sottosegretaria al Ministero della salute ai tempi della vicenda di Eluana Englaro. Proprio la relazione della Roccella (autrice di un recente volume che ripercorre i retroscena che portarono all’uccisione di Eluana) si è concentrata sull’importanza dell’agire politico. In un generale clima di sfiducia nella politica e con la convinzione, sempre più diffusa anche nel mondo pro-life, che determinate tematiche siano ormai tabù e che qualunque spazio di manovra sia precluso, l’ex deputata ha ribadito con forza che in politica non sono i rapporti di forza a determinare la validità o meno di una posizione, ma la ragionevolezza e l’adesione ad un piano di realtà che non temono di confrontarsi anche con posizioni assai distanti e che possono addirittura portare a improbabili e al contempo gradite convergenze. La battaglia sul caso Englaro è a suo modo esemplare. Partendo da una posizione sfavorevole, contro tutti i pronostici non solo si riuscì a sollevare il caso, ma si mobilitò l’intera opinione pubblica arrivando addirittura al ribaltamento delle percentuali nei sondaggi. E proprio su questa affermazione si è agganciata la seconda parte della relazione a cura della Morresi. Infatti l’agire politico è uno dei mezzi, certamente tra i più potenti, per contribuire a generare una riflessione in merito a determinate tematiche etiche. Non basta infatti chiedere che venga cancellata una legge ingiusta perché nulla sarà fatto se prima non si crea un clima culturale che faccia percepire quella legge come dannosa e persino inutile. E come si può contribuire a tutto questo? Certamente un primo passo è quello di non improvvisare. La preparazione non può essere data per scontata. Il caso della 194 è stato esplicitamente citato come esempio. Infatti più che chiedere a gran voce che tale legge sia cancellata occorre oggi chiedersi quali spazi di manovra essa ci garantisca e come la si possa utilizzare (pur senza smettere di definirla come precisato dalla Morresi una legge iniqua) per ribadire con forza che deve essere la volontà di impedire l’aborto a guidarne l’applicazione e non l’esatto contrario. Districarsi tra le pieghe di tale legge ha permesso in un recente passato all’Italia di potersi difendere in sede europea dalle accuse di chi, trincerandosi dietro la 194 senza minimamente conoscerla, ne perseguiva di fatto il superamento. Ma questo non è che un passaggio che risulta vanificato se non si avrà il coraggio di trovare vie nuove per educare. Infatti una cultura della vita è l’antidoto più potente ed efficace a quella cultura di morte che pare permeare gran parte del pensare contemporaneo. E la tentazione di certo mondo pro-life che si potrebbe definire “di lotta” è proprio quella di perdersi in iniziative che possono sul breve periodo dare visibilità, ma rischiano al contempo di risultare dannose per la causa ultima. Oggi non si deve avere paura di sfruttare quegli spazi (sino ad oggi abilmente occupati da altri) che si sono creati nelle scuole e in molte realtà educative. E allora perché non raccontare la bellezza dell’essere uomo e donna, del custodire e del dare la vita, della maternità e della paternità, del sapersi amati e non usati? Quale rimedio migliore alle ferite prodotte nelle nuove generazioni da ipersessualizzazione precoce ed esposizione massiccia alla pornografia? L’hobbit Sam nel Signore degli anelli afferma che “…c’è del buon in questo mondo…è giusto combattere per questo.” Si potrebbe aggiungere che proprio perché buono è anche bello e la missione in quest’epoca buia è di illuminare con la luce di questa bellezza. Questo è l’augurio e l’impegno al tempo stesso che crediamo e speriamo possa guidare la federazione in ogni sua attività. Andrea Musso scarica pdf: Promemoria per un buon agire]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Promemoria per un buon agire</p>
<p>Si è svolto nella mattinata di sabato 25 maggio 2019, presso i locali della parrocchia torinese San Giuseppe Cafasso, il convegno regionale di FEDERVI.PA. dal titolo “Quel sì che cambia la vita, un aiuto concreto alla vita e alla maternità”.</p>
<p>Il convegno è stato prima di tutto l’occasione per un bilancio delle attività svolte dalla federazione nell’ultimo anno ben illustrate dal presidente Larocca che ha poi moderato l’incontro con due relatrici d’eccezione: Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di bioetica ed Eugenia Roccella, sottosegretaria al Ministero della salute ai tempi della vicenda di Eluana Englaro.</p>
<p>Proprio la relazione della Roccella (autrice di un recente volume che ripercorre i retroscena che portarono all’uccisione di Eluana) si è concentrata sull’importanza dell’agire politico.</p>
<p>In un generale clima di sfiducia nella politica e con la convinzione, sempre più diffusa anche nel mondo pro-life, che determinate tematiche siano ormai tabù e che qualunque spazio di manovra sia precluso, l’ex deputata ha ribadito con forza che in politica non sono i rapporti di forza a determinare la validità o meno di una posizione, ma la ragionevolezza e l’adesione ad un piano di realtà che non temono di confrontarsi anche con posizioni assai distanti e che possono addirittura portare a improbabili e al contempo gradite convergenze.</p>
<p>La battaglia sul caso Englaro è a suo modo esemplare. Partendo da una posizione sfavorevole, contro tutti i pronostici non solo si riuscì a sollevare il caso, ma si mobilitò l’intera opinione pubblica arrivando addirittura al ribaltamento delle percentuali nei sondaggi.</p>
<p>E proprio su questa affermazione si è agganciata la seconda parte della relazione a cura della Morresi.</p>
<p>Infatti l’agire politico è uno dei mezzi, certamente tra i più potenti, per contribuire a generare una riflessione in merito a determinate tematiche etiche. Non basta infatti chiedere che venga cancellata una legge ingiusta perché nulla sarà fatto se prima non si crea un clima culturale che faccia percepire quella legge come dannosa e persino inutile. E come si può contribuire a tutto questo?</p>
<p>Certamente un primo passo è quello di non improvvisare. La preparazione non può essere data per scontata. Il caso della 194 è stato esplicitamente citato come esempio. Infatti più che chiedere a gran voce che tale legge sia cancellata occorre oggi chiedersi quali spazi di manovra essa ci garantisca e come la si possa utilizzare (pur senza smettere di definirla come precisato dalla Morresi una legge iniqua) per ribadire con forza che deve essere la volontà di impedire l’aborto a guidarne l’applicazione e non l’esatto contrario. Districarsi tra le pieghe di tale legge ha permesso in un recente passato all’Italia di potersi difendere in sede europea dalle accuse di chi, trincerandosi dietro la 194 senza minimamente conoscerla, ne perseguiva di fatto il superamento. Ma questo non è che un passaggio che risulta vanificato se non si avrà il coraggio di trovare vie nuove per educare.</p>
<p>Infatti una cultura della vita è l’antidoto più potente ed efficace a quella cultura di morte che pare permeare gran parte del pensare contemporaneo.</p>
<p>E la tentazione di certo mondo pro-life che si potrebbe definire “di lotta” è proprio quella di perdersi in iniziative che possono sul breve periodo dare visibilità, ma rischiano al contempo di risultare dannose per la causa ultima.</p>
<p>Oggi non si deve avere paura di sfruttare quegli spazi (sino ad oggi abilmente occupati da altri) che si sono creati nelle scuole e in molte realtà educative.</p>
<p>E allora perché non raccontare la bellezza dell’essere uomo e donna, del custodire e del dare la vita, della maternità e della paternità, del sapersi amati e non usati?</p>
<p>Quale rimedio migliore alle ferite prodotte nelle nuove generazioni da ipersessualizzazione precoce ed esposizione massiccia alla pornografia?</p>
<p>L’hobbit Sam nel <em>Signore degli anelli</em> afferma che <em>“…c’è del buon in questo mondo…è giusto combattere per questo.”</em></p>
<p>Si potrebbe aggiungere che proprio perché buono è anche bello e la missione in quest’epoca buia è di illuminare con la luce di questa bellezza.</p>
<p>Questo è l’augurio e l’impegno al tempo stesso che crediamo e speriamo possa guidare la federazione in ogni sua attività.</p>
<p>Andrea Musso</p>
<p><a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2019/06/Promemoria-per-un-buon-agire.pdf">scarica pdf: Promemoria per un buon agire</a></p>
<p><a href="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2019/06/convegno-25-maggio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4330" src="http://www.federvipa.org/wp-content/uploads/2019/06/convegno-25-maggio-225x300.jpg" alt="convegno 25 maggio" width="225" height="300" /></a></p>
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